Dopo l’eruzione del 79 d.C. che distrusse Pompei si verificarono altre eruzioni, come quella del 472 d.C. che, sebbene violenta, fu più contenuta rispetto alla precedente. Solo con l’eruzione del 1631, non solo i curiosi, ma anche gli uomini di cultura e le autorità si resero conto del problema – Vesuvio e di tutti i rischi ad esso connessi.

    Per la prima volta fu emesso un editto sul rischio vulcanico, con il quale si invitava la popolazione ad evacuare quella zona in maniera imminente non appena si fosse levata una nube scura dalla bocca del vulcano.

    Nel 1944 ci fu l’ultima eruzione di rilevanza; da allora il vulcano sembra sopito. Una visita al Vesuvio è introdotta dai turisti di tutto il mondo nel proprio itinerario culturale. Oggi sebbene la gente abbia preso coscienza dell’entità del problema.

    nell’area vesuviana la popolazione continua ad addensarsi ed ancora si attende la realizzazione di un piano di sicurezza, di protezione civile, che coinvolga gli enti, gli abitanti, le scuole e le istituzioni scientifiche, affinché si possa davvero ridurre al minimo il rischio sismico e vulcanico.

     


    Testi: Teresa Gagliardi